
Eccomi di ritorno dal Comune di Bergamo, incavolata come una biscia, più agguerrita che mai.
Poca gente, pochi gay: ecco la prima cosa che mi sconcerta. Finchè si balla in canottiera glitterata nei locali gay le folle sono interminabili, così come quando canta Laura Bono, le lesbiche venderebbero la vagina al Diavolo pur di poterla vedere (dati esatti, quelli di Giulia: più di 800 partecipazioni per la Bono mentre noi eravamo lì in trenta).
Quando si parla di diritti, di vero e proprio impegno civile e sociale...La popolazione omosessuale sparisce, si rifugia in un letargo mentale davvero frustrante. Probabilmente qualcuno pensa che i diritti che ci spettano gli verranno eiaculati in testa da un fallo di 35 centimetri, altre probabilmente penseranno che andar in cerca di giardini pubici dove passare la notte sia la soluzione ad ogni problema che questa misera esistenza pone di fronte alla lesbica-tipo. Non so. So solo che a volte mi sento davvero atterrita se penso che quando potremo finalmente avere uno straccio di diritto, di questo diritto godranno anche coloro che si trastullano nei bar, vivono nelle discoteche e sono fieri di essere gay solo durante i concerti di mediocri cantanti lesbiche. D'altronde è il ruolo degli eroi: combattere per qualcuno che non conosce il prezzo della libertà ma che alla fine ne può godere alle spese degli altri.
L'altro punto disastroso è che, parlando con il Presidente, scopro che la mozione magicamente non è più all'ordine del giorno. Inutili le polemiche, in bergamasco il simpaticissimo Presidente ci liquida con un: "tornate tra quindici giorni" (e' ufficiale: il bergamasco è la lingua delle istituzioni pubbliche!). Un presidente che a stento è riuscito a parlare in italiano e che alla dichiarazione "siamo qui in trenta, è scorretto rimandare la discussione della mozione senza il minimo preavviso" ti risponde: "tanto sei di Bergamo, mica fai tanta strada".
Il Consiglio inizia e il Consigliere dei Verdi Pietro Vertova si dimostra tenace e battagliero: ne legge i punti centrali e critica i metodi con i quali il Consiglio, quasi come improvvisamente colto da una geriatrica sindrome premestruale, decide di togliere dall'ordine del giorno la discussione della mozione. Applausi per Vertova, brutalmente interrotti dalla vocetta arcigna del Presidente fasci...ehm, leghista, compare Guglielmo.
Due le risposte: Daniele Belotti, il Paladino leghista che vuole introdurre il bergamasco come lingua ufficiale anche tra i muli nelle stalle, muove una cosa come diecimila critiche ad altrettante diecimila questioni (poverino, quella volta che qualcuno lo considera, capiamolo) che con l'omofobia non c'entravano granchè e accusa il povero Vertova di gingillarsi davanti ad una "vetrina". Senza diritti, prima malati, poi bestie ed ora...Vetrine! Quale onore, detto da un omino laccato che come scopo nella vita ha quello di diffondere telegiornali in bergamasco, e commentare (male) le partite dell'Atalanta è davvero una denominazione di lusso, alla quale pochi rinuncerebbero!
E' il turno del Capogruppo del Pdl: prima si dice favorevole alla mozione, poi si dice favorevole all'eliminazione dell'urgenza della mozione, poi si dice contrario ai modi dell'opposizione, poi si dice favorevole alla discussione della mozione: un uomo confuso, insomma. Un uomo che però ha dichiarato che tra due settimane sarà ben felice di discutere la MM (Mozione Maledetta).
Un segnale positivo è stato captato da tutti i presenti: la promessa del Presidente di parlarne tra due settimane. C'è tanto di registrazione e abbiamo la parola d'onore del caro Guglielmo Redondi, mica pizza e fichi.
Esco molto insoddisfatta, l'affronto è stato grande, lo smacco ancor di più. Ecco perchè ora sono più agguerrita che mai. Inizia ora la vera mobilitazione, ne farò una questione di principio. Porteremo una marea di persone in Comune e lo invaderemo, se sarà necessario. Tanti piccoli Wondergays incazzati affronteranno un potente nemico: l'ignoranza omofoba color verdelega. Che la guerra abbia inizio.
Poca gente, pochi gay: ecco la prima cosa che mi sconcerta. Finchè si balla in canottiera glitterata nei locali gay le folle sono interminabili, così come quando canta Laura Bono, le lesbiche venderebbero la vagina al Diavolo pur di poterla vedere (dati esatti, quelli di Giulia: più di 800 partecipazioni per la Bono mentre noi eravamo lì in trenta).
Quando si parla di diritti, di vero e proprio impegno civile e sociale...La popolazione omosessuale sparisce, si rifugia in un letargo mentale davvero frustrante. Probabilmente qualcuno pensa che i diritti che ci spettano gli verranno eiaculati in testa da un fallo di 35 centimetri, altre probabilmente penseranno che andar in cerca di giardini pubici dove passare la notte sia la soluzione ad ogni problema che questa misera esistenza pone di fronte alla lesbica-tipo. Non so. So solo che a volte mi sento davvero atterrita se penso che quando potremo finalmente avere uno straccio di diritto, di questo diritto godranno anche coloro che si trastullano nei bar, vivono nelle discoteche e sono fieri di essere gay solo durante i concerti di mediocri cantanti lesbiche. D'altronde è il ruolo degli eroi: combattere per qualcuno che non conosce il prezzo della libertà ma che alla fine ne può godere alle spese degli altri.
L'altro punto disastroso è che, parlando con il Presidente, scopro che la mozione magicamente non è più all'ordine del giorno. Inutili le polemiche, in bergamasco il simpaticissimo Presidente ci liquida con un: "tornate tra quindici giorni" (e' ufficiale: il bergamasco è la lingua delle istituzioni pubbliche!). Un presidente che a stento è riuscito a parlare in italiano e che alla dichiarazione "siamo qui in trenta, è scorretto rimandare la discussione della mozione senza il minimo preavviso" ti risponde: "tanto sei di Bergamo, mica fai tanta strada".
Il Consiglio inizia e il Consigliere dei Verdi Pietro Vertova si dimostra tenace e battagliero: ne legge i punti centrali e critica i metodi con i quali il Consiglio, quasi come improvvisamente colto da una geriatrica sindrome premestruale, decide di togliere dall'ordine del giorno la discussione della mozione. Applausi per Vertova, brutalmente interrotti dalla vocetta arcigna del Presidente fasci...ehm, leghista, compare Guglielmo.
Due le risposte: Daniele Belotti, il Paladino leghista che vuole introdurre il bergamasco come lingua ufficiale anche tra i muli nelle stalle, muove una cosa come diecimila critiche ad altrettante diecimila questioni (poverino, quella volta che qualcuno lo considera, capiamolo) che con l'omofobia non c'entravano granchè e accusa il povero Vertova di gingillarsi davanti ad una "vetrina". Senza diritti, prima malati, poi bestie ed ora...Vetrine! Quale onore, detto da un omino laccato che come scopo nella vita ha quello di diffondere telegiornali in bergamasco, e commentare (male) le partite dell'Atalanta è davvero una denominazione di lusso, alla quale pochi rinuncerebbero!
E' il turno del Capogruppo del Pdl: prima si dice favorevole alla mozione, poi si dice favorevole all'eliminazione dell'urgenza della mozione, poi si dice contrario ai modi dell'opposizione, poi si dice favorevole alla discussione della mozione: un uomo confuso, insomma. Un uomo che però ha dichiarato che tra due settimane sarà ben felice di discutere la MM (Mozione Maledetta).
Un segnale positivo è stato captato da tutti i presenti: la promessa del Presidente di parlarne tra due settimane. C'è tanto di registrazione e abbiamo la parola d'onore del caro Guglielmo Redondi, mica pizza e fichi.
Esco molto insoddisfatta, l'affronto è stato grande, lo smacco ancor di più. Ecco perchè ora sono più agguerrita che mai. Inizia ora la vera mobilitazione, ne farò una questione di principio. Porteremo una marea di persone in Comune e lo invaderemo, se sarà necessario. Tanti piccoli Wondergays incazzati affronteranno un potente nemico: l'ignoranza omofoba color verdelega. Che la guerra abbia inizio.

io c'ero con un mio amico, specifico che non siamo gay, appena saputo che il punto omofobia è saltato dall'ODG abbiamo abbandonato l'aula indignati!
RispondiEliminaNon è la prima volta che agli etero interessano di più le cause civili a tema gay...Da un lato io ne sono felicissima e vi ringrazio per tutto il supporto che ci date, dall'altro ciò mi fa capire che i gay che si preoccupano del loro presente e del loro futuro sono sempre meno e la cosa è davvero frustrante.
RispondiEliminaCiao,il problema è che troppe volte i gay vengono classificati di sinistra e chi non è idealmente da quella parte politica è in un qualche modo frenato,sai che il confine è abbastanza sottile e succede sempre di ricadere nell'idea politica purtroppo... questo succede e forse sarebbe ora tutti si svegliassero....Lucia
RispondiEliminaLucia, hai ragione. Io dico solo che in Comune, chi ci ha ostacolato, è stato il Centrodestra. Questo è un dato oggettivo, nessuna nota polemica.
RispondiEliminaAl sit-in c'era il gruppo di gay di destra Gaylib e a me non ha fatto altro che piacere.
Credo che non ci si stanchi mai di dire che ideologie, religioni, razze, sessualità diverse che si uniscono per lo stesso obiettivo è ciò che può aiutare a cambiare le cose. Se i neri combattono da soli, i gay da soli, gli atei da soli e così via non si arriva a niente!
RispondiEliminacome mai se a volte i gay sono etichettati, magari a torto, di sinistra qualcuno si schifa e quando alcuni gay si autodefiniscono di destra (?!) si alza la ola? A volte penso che molti gay siano colti da sindrome di stoccolma (amare i propri aguzzini...).
RispondiEliminaAttenti/e a non restare soli con questa mania dell'equidistanza... Perchè per molti viene prima una visione del mondo più giusta a livello generale (compresa la libertà della comunità gay e lesbica)e magari non ci sta a rinunciare alla propria identità, personale e di gruppo.
Con rispetto.
Io per prima cosa cerco il dialogo, non alzo la ola per nessuno, sia per un gay di sinistra, sia per un gay di destra. Parliamo di diritti fondamentali, dovrebbero essere tutti d'accordo a prescindere dai partiti e dalle ideologie, purtroppo però non è mai così.
RispondiEliminaRibadisco semplicemente che non capisco molto un omosessuale che vota Centrodestra e poi si fa cacciare via dal Comune dalle stesse persone che ha votato, questo è un gran bel paradosso. Ma cavoli di chi fa queste scelte, non devo essere io a giudicarle.
Dopo l'ennesimo calcio nel culo che ci prenderemo, magari qualcuno si renderà conto che votare Lega e reclamare diritti gay sono due concetti che non vanno esattamente d'accordo.
Appunto anonimo: c'è chi capisce che per certe cose prevale una visione del mondo più giusta ma non per questo deve rinunciare alla sua identità. E' solo che nel nostro mondo attuale si va tantissimo per stereotipi e quindi a volte il non inserirsi per forza in 100 categorie può aiutare a vedere che in fondo non siamo così diversi. C'è chi ragiona a compartimenti stagni: gay sta con gay, etero con etero, destra con destra, sinistra con sinistra, neri tra di loro, musulmani a casa loro e robe simili. Ma così che senso ha? Io non voglio stare solo con gay, bianchi, del nord, di sinistra, studenti e calciatori.. che tristezza se no, non c'è dialogo, non c'è arricchimento (scusa ho divagato un po').
RispondiEliminaIo da un lato un gay di destra non lo capisco per quello che ha detto La sposa in nero, dall'altro posso apprezzarlo appunto perchè va contro il mito che i gay son tutti di sinistra, drogati ecc ecc ecc.
Magari sarebbe utile uscire da stereotipo, contenitori ed etichette.
RispondiEliminaSe cominciassimo a parlare di PERSONE?
Gay, etero, destra, sinistra...
Stiamo parlando dei diritti di PERSONE. PUNTO.
Chi li ha a cuore li difende e li sostiene, e che sia etero o gay...francamente è irrilevante.
Il resto sono solo parole.
Intanto insistiamo tutti per far approvare al consiglio comunale di Bergamo l'ODG di Vertova.
Giovanni ha espresso quello che volevo dire in modo molto piu chiaro e diretto. Mi associo :P
RispondiEliminascusate se son risultato anonimo ma non essendo iscritto non mi ero ricordato di firmarmi, dopo mi firmo.
RispondiEliminaQuello che volevo si capisse nel mio intervento è che secondo me questa lotta per i diritti civili si inserisce pienamente (e quanto meno vi si accosta legittimamente) in altre lotte che sono in corso da tempo (studenti, precari, senza casa, contro la repressione, antifascismo, etc.). Io la vedo in termini conflittuali dove il nemico è lo stesso e chi lo deve combattere è una moltidudine multidentitaria e con diverse metodologie. Giusto per fare un esempio vedrei totalmente in armonia la partecipazione dei gay nelle manifestazioni dell'onda. Questo non vorrebbe certo dire che l'onda è gay (tra l'altro "onda gay" è il titolo di un gran pezzo di renato zero anni 70..) ma vorrebbe dire che già gli studenti, gay o no, poi avranno "inside" una mentalità aperta in quanto naturalmente condivisa nei propri percorsi di lotta. E per far questo bisogna essere visibili, senza per questo connotare nulla per carità, senza per questo prevaricare nessuno. E lo stesso varrebbe al contrario. Verrebbe da se che questa condivisione porterebbe a solidarizzare ogniqualvolta la comunità gay chiamasse a qualche iniziativa. Bisogna mischiarsi davvero, ma bisogna essere visibili l'un l'altro più che per accettarsi per conoscersi ed apprezzarsi.
Oh, il mio è solo un punto di vista.
ciao
KiNO