martedì 22 settembre 2009

Videocracy: una delusione che illumina

Dopo aver visto Videocracy, spinta dalla curiosità di capire i perchè della censura impostagli in Rai, mi sono resa conto che la situazione italiana è più drammatica di quello che pensavo. Il problema è che non me ne sono resa conto grazie al documentario in sè, ma grazie a quello che il documentario non ha detto e non ha mostrato.
Si tratta di una pellicola piacevole, a tratti divertente ma davvero poco incisiva, poco aggressiva e soprattutto poco di denuncia. Non ha la forza che ha avuto un Viva Zapatero, eppure...E' stata censurata. Il perchè è semplice da capire: nomina più volte il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il punto è che lo nomina in modo molto blando, sfiorando delicatamente il concetto di dittatura mediatica, accennando appena all'impero televisivo del Presidente, frutto del più grande conflitto di interessi della storia. Scarsissimo l'approfondimento del come e del perchè il Presidente del Consiglio abbia tra le mani (molto sporche) una tale ricchezza e un tale potere sulla ristretta mente dell'italiano medio. Sono più le immagini del pene di Fabrizio Corona che quelle utili a denunciare un sistema televisivo che sta cancellando la cultura e con lei l'intelligenza delle persone.
Molti i minuti dedicati a Lele Mora, il Boss assoluto della televisione (fiero fascista dichiarato), miglior amico di Silvio. E' descritto il suo modo di fare tv, tra tronisti falliti ignoranti e partecipanti del Grande Fratello: ciò che gli ha portato i miliardi e tuttora gliene porta. Questo è ciò che vuole la gente: culi danzerecci, seni in bikini minuti, sconosciuti che si fanno corteggiare da schiere di oche senza dignità, palloni gonfiati ipermuscolosi che entrano nelle case degli italiani e li conquistano, quasi come fossero eroi. Una fila interminabile di gente che vuole entrare al Billionaire per farsi una foto con Briatore, spintoni e urla per avere l'autografo di Corona.
Corona...Forse l'unico businessman televisivo che non nasconde ciò che è: è consapevole di essere uno spietato che lucra sull'imbecillità della gente, lo dice con fierezza e dichiara con orgolgio che venderebbe anche sua madre per il successo, per i soldi. Infatti ha venduto la sua ex-moglie, ripresa in tribunale con una microcamera nascosta e l'ha venduta ai giornali. "Io sono la versione moderna di Robin Hood, rubo ai ricchi e poi mi tengo tutto". In prigione si è preparato una pubblicità incredibile, sfruttando una condizione che più che giovargli non fa fatto e...Grazie agli italiani è diventato ancora più ricco, ancora più potente. Estorce denaro in cambio di foto proibite, questo è il suo lavoro. Ed è un eroe. Va sulle scene del crimine quando ci sono omicidi che interessano l'Italia a livello nazionale per farsi riprendere, per dire la sua. La gente lo vede e lo ama. E' un modello, chi lo segue può diventare come lui e questo è il sogno italiano.
Questa è la televisione dei reality, dei machi, delle puttane, dei Bruno Vespa, degli Emilio Fede, delle Maria de Filippi. Qui il dialogo costruttivo è bandito, il confronto tra ideologie è proibito, la satira è cancellata, l'approfondimento è un peccato mortale. Videocracy ci pone davanti a delle problematiche che già conosciamo senza avere il coraggio di andare più a fondo, senza avere la forza di condannare e illuminare. Se una cosa così piccola e priva di mordente è stata censurata, dobbiamo serimanete preoccuparci. Il ritratto di un Corona o di un Mora, vale la censura? Non credo proprio, dato che sono state firmate delle liberatorie consapevoli. L'unica altra persona di cui si parla è Berlusconi. Berlusconi la vale la censura? I suoi traffici, i suoi processi irrisolti, le sue accuse, le sue epurazioni televisive, i suoi scandali, le sue colluttazioni mafiose la valgono la censura? Iniziamo a chiedercelo ora, prima che sia troppo tardi.
Videocracy, un'abile manovra per far credere alla gente che ciò che c'è di denunciabile sia stato denunciato, un modo per attirare l'attenzione su una realtà che non turba nessuno, poichè pane di tutti i giorni e distoglierla dagli avvenimenti che davvero ci stanno facendo precipitare in un baratro.

"C'è gente che pagherebbe per vendersi" (V. Hugo)

3 commenti:

  1. Bella la mia polemica preferita.
    Pota come ti ho detto se uno è già a conoscenza di ste cose non fa nè caldo nè freddo. Io che non sapevo nemmeno di Lele mora o corona apprendo 1) chi sono 2) che non so un cavolo 3)che non mi perdo niente a non vedere la tv perchè in effetti sta degenerando in qualcosa di orripilante e squallido 4)berlusconi guadagna sia potere che soldi sull'imbecillità della gente e tutti si lasciano fare e lo applaudono... minchia se è furbo!

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  2. Per me il punto focale non è tanto la furbizia di berlusconi, ma l'ignoranza della gente. Un uomo come lui non potrebbe niente se avesse di fronte un popolo colto e CRITICO e non passivo.

    Tu non guardando mai la tv non ci hai fatto caso. Ma basta accenderla una volta per vedere quello che Gandini ha presentato con un documentario. Questo degrado è sotto gli occhi di tutti, quello che mi scandalizza è che ci sia bisogno di far tanto casino per un documentario del genere quando questa è una realtà che ti schiaffeggia ogni volta che premi il tasto ON.

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  3. Quoto in pieno le parole di La sposa in Nero... la tv italiana è agghiacciante di per sè... non capisco come la gente non se ne accorga... io non la guardo da parecchi anni (non ho nemmeno il cavo tv), ma quando a casa di qualcun'altro ci butto l'occhio provo solo disgusto... e non credo di essere nemmeno molto colta e intelligente... mah...

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