Ieri ho assistito alla presentazione del libro Vaticano spa, scritto da Gianluigi Nuzzi, giornalista di Panorama e del quotidiano Libero. Non nego che appena ho realizzato che lavorava per Belpietro, mi è venuto un colpo, essendo il caro Maurizio un individuo insopportabile e antipatico fino all'inverosimile (ai miei occhi e alle mie orecchie). Ho dovuto subito ricredermi: mi sono trovata davanti un giornalista appassionato, sincero (cosa molto rara in questo campo) e molto colto e informato.La presentazione del suddetto libro mi ha lasciato l'amaro in bocca, sono andata a casa con una sensazione di nausea addosso. Non che fossi completamente all'oscuro dei terribili traffici della Chiesa Cattolica, ma le delucidazioni offertemi da Nuzzi sono state a dir poco sconvolgenti.
Qualche mese fa i collaboratori di Monsignor Dardozzi, figura chiave dello IOR (Istituto Opere di Religione, uno degli organi fondamentali della Chiesa) contattarono Nuzzi per metterlo a conoscenza, secondo i voleri stessi del Monsignore, deceduto nel 2003, della presenza di alcuni incartamenti compromettenti per l'intera istituzione religiosa del Vaticano. I documenti in questione provengono direttamente dallo IOR, la banca della Chiesa, ente assolutamente intoccabile da ogni tipo di potere giudiziario proprio perchè ha la sua sede nello Stato Vaticano, quindi su territorio autonomo, privo del controllo dello Stato Italiano. In quello staterello, per farla breve, tutto è concesso a chi lo comanda e la banca in particolare, è una banca offshore, vale a dire ubicata in acque extraterritoriali (alla stregua dei paradisi fiscali come le isole Cayman, praticamente). E tutti noi sappiamo che le banche offshore spesso coprono affari non del tutto puliti e leciti... E qui entrano in campo i documenti sopra citati. Riporto le parole di Nuzzi, prese dal sito www.chiarelettere.it . In seguito agli sporchi scandali di Marcinkus, che fu il massone a capo dello IOR e il quasi certo mandante dell'omicidio di Calvi (fatto spacciare per suicidio) dopo il crak nella Banca Amborsiana (bancarotta fraudolenta per una somma di circa 1500 miliardi di lire), la storia si ripete e Donato de Bonis sembra reincarnare il predecessore divinamente, seguendo lo stesso modus operandi.
Qualche mese fa i collaboratori di Monsignor Dardozzi, figura chiave dello IOR (Istituto Opere di Religione, uno degli organi fondamentali della Chiesa) contattarono Nuzzi per metterlo a conoscenza, secondo i voleri stessi del Monsignore, deceduto nel 2003, della presenza di alcuni incartamenti compromettenti per l'intera istituzione religiosa del Vaticano. I documenti in questione provengono direttamente dallo IOR, la banca della Chiesa, ente assolutamente intoccabile da ogni tipo di potere giudiziario proprio perchè ha la sua sede nello Stato Vaticano, quindi su territorio autonomo, privo del controllo dello Stato Italiano. In quello staterello, per farla breve, tutto è concesso a chi lo comanda e la banca in particolare, è una banca offshore, vale a dire ubicata in acque extraterritoriali (alla stregua dei paradisi fiscali come le isole Cayman, praticamente). E tutti noi sappiamo che le banche offshore spesso coprono affari non del tutto puliti e leciti... E qui entrano in campo i documenti sopra citati. Riporto le parole di Nuzzi, prese dal sito www.chiarelettere.it . In seguito agli sporchi scandali di Marcinkus, che fu il massone a capo dello IOR e il quasi certo mandante dell'omicidio di Calvi (fatto spacciare per suicidio) dopo il crak nella Banca Amborsiana (bancarotta fraudolenta per una somma di circa 1500 miliardi di lire), la storia si ripete e Donato de Bonis sembra reincarnare il predecessore divinamente, seguendo lo stesso modus operandi.
"Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L’artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti.
I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana: titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. Depositi che raccolgono i soldi lasciati dai fedeli per le Sante messe trasferiti in conti personali, con le più abili alchimie finanziarie.
Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria “lavanderia” nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio."
Oltre alla maxitangente di Tangentopoli, i documenti ufficiali riportano anche miliardi di euro versati su conti fittizzi, creati appositamente per ingannare la gente: decine di nomi di conti fasulli spacciati per beneficenza, come quelli destinati (solo in teoria) ad un manicomio in cui questi soldi non sono mai arrivati, dove i pazienti navigavano nel loro stesso sterco e soffocavano con il cibo perchè nessuno li controllava. I cento euro a paziente richiesti dal direttore (ovviamente pezzo grosso della Chiesa) pare venissero riposti in scatole da scarpe che la sera, il direttore, si portava via in auto tornando a casa. E poi la creazione del Fondo San Serafino, ovvero il conto corrente utilizzato dai Ferruzzi per elargire la maxitangente Enimont. E ancora: denaro rubato alle funzioni religiose per i defunti e riciclato nella banca dalle mille sorprese.
Un pout-pourri di tangenti, di colluttazioni mafiose e massoniche, di omicidi insabbiati, di riciclaggio di denaro per miliardi di euro, di scandali politici e ricatti, di insulti e furti ai credenti. Questo è il Vaticano. Questa è la Chiesa.
Per poter accedere agli archivi dello IOR e capirne un pò di più, con l'aiuto degli articoli e della rubrica di Nuzzi (grazie al quale Caloia, direttore dello IOR, si è da poco dimesso), cliccate qui:
http://chiarelettere.ilcannocchiale.it/post/2258266.html
http://chiarelettere.ilcannocchiale.it/post/2258266.html
Concludo informandovi che il libro ha venduto ben 200 mila copie, è stato recensito praticamente ovunque all'estero e si è guadagnato le prime pagine di un mucchio di giornali stranieri. Ovviamente qui in Italia Nuzzi è stato invitato ad una e unica trasmissione, alle 6.30 del mattino e praticamente anche la Rai non ha quasi mai parlato del libro e dello scandalo universale che ha sollevato e messo alla luce. Nuzzi, però, si dice parecchio soddisfatto, grazie al passaparola molti cittadini sono venuti a conoscenza di questa vera e propria associazione a delinquere: "gli italiani vogliono ancora sapere, informarsi. Cercano la verità e il compito di noi giornalisti è fornire loro gli strumenti per fare in modo di trovarla, senza filtri, senza opinioni, la verità così come si presenta". E io lo ringrazio per avermi dato una piccola speranza in più nel giornalismo, quello senza colore politico, quello senza ricatto, quello onesto e rispettoso del cittadino che ha il diritto di essere informato adeguatamente.

grazie a te
RispondiEliminagianluigi nuzzi