lunedì 7 dicembre 2009

La nausea dei sonnambuli in attesa

Nighthawks (Sonnambuli), E. Hopper (1942)
"Sono felice, questo freddo è così puro, così pura è questa notte; che non sia io stesso un'onda d'aria gelata? Non avere nè sangue, nè linfa, nè carne. Scorrere in questo luogo carnale verso quel pallore, laggiù. Non essere altro che un po' di freddo."

"Tutto scorre in me più o meno svelto, non fisso nulla, lascio correre. La maggior parte del tempo, in mancanza di parole cui attaccarsi, i miei pensieri restano nebulosi. Disegnano forme vaghe e piacevoli, e poi sprofondano, e subito li dimentico."

"Lo sai, mettersi ad amare qualcuno, è un'impresa. Bisogna avere un'energia, una generosità, un accecamento... C'è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare da un precipizio: se si riflette non lo si fa. Io so che non salterò mai più."

La nausea, Jean-Paul Sartre (1938)

Il parallelismo con Breton, poi, germoglia automaticamente nell'anima...

"Mi piacerebbe che la mia vita non lasciasse dietro di sé altro mormorio che quello di una canzone di veglia, di una canzone per ingannare l'attesa. Indipendentemente da ciò che sopraggiunge, o non sopraggiunge, l'attesa è in sé meravigliosa."

L'amore folle, André Breton (1937)