giovedì 4 marzo 2010

Firma l'appello per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è ormai legale nei Paesi Bassi dal 2001, in Belgio dal 2003, in Spagna dal 2005, in Norvegia e Svezia dal 2008, in Portogallo dal 2010. In gran parte del resto d'Europa sono previste le unioni civili tra coppie dello stesso sesso, riconosciute dallo Stato. In molti stati sono permesse persino le adozioni. Questo per quanto riguarda l'Europa. In Canada il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale dal 2005, a Città del Messico dal 2009, in Sudafrica dal 2006, in Nepal dal 2010. Per quanto riguarda gli Stati Uniti ci si può sposare nello stato del Massachusetts, dello Iowa, del Vermont, del Connecticut, del New Hampshire, di Washington, del Maine.

Altrove però le cose non vanno così bene. Per il reato di sodomia sono previsti lavori forzati fino a 7 anni in Botswana, 5 nelle Mauritius, 10 in Giamaica, 14 in Nigeria, Kenya, Zambia e Tanzania, 20 in Malesia, ergastolo in Uganda e nel Bangladesh. Pena di morte in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Iran.

Un rapporto dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali della primavera 2009 dice che l'omofobia è un fenomeno sempre più diffuso e che il paese più omofobo di tutti è la Lituania. Ma subito dopo c'è l'Italia. Dove l'introduzione del reato di omofobia è stata contrastata in tutti i modi. (...) "L'omofobia è un argomento di malafede e un prodotto dell'ansietà della psicologia omosessuale per colpevolizzare gli eterosessuali." Esordisce così il Lexicon, il dizionario dei termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche del Vaticano, alla voce "omofobia".

Gian Antonio Stella ( http://www.negri-froci-giudei.com/ )


Per firmare l'appello: http://www.affermazionecivile.it/

APPELLO PER IL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO AL MATRIMONIO CIVILE TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO COME PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA

Martedì 23 marzo 2010 sarà un giorno importante per la storia italiana.

Il 23 Marzo la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla costituzionalità di alcune norme del Codice Civile (Articoli 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis) che, in materia di matrimonio e famiglia, nel riferirsi genericamente a “marito” e “moglie”, discriminano le coppie di persone dello stesso sesso.

È da sottolineare che in Italia non esiste una definizione legale di matrimonio, né un divieto espresso al matrimonio tra persone dello stesso sesso, né la differenza di sesso è esplicitamente richiesta quale condizione per contrarre matrimonio.

Al contrario sono molti i principi costituzionali che ammoniscono contro l’esclusività del paradigma eterosessuale del matrimonio civile. Tra i più importanti la tutela della dignità di ognuno di cui all’art. 2, quindi il principio imperativo di uguaglianza, affermato dall’art. 3, infine le disposizioni della Carta di Nizza, patrimonio anche dell’Italia grazie all’art. 117.

Inoltre il diritto a sposarsi è sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Carta Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Carta di Nizza.

Perciò dichiariamo che siamo profondamente convinti che a tutti i cittadini e a tutte le cittadine debba essere garantita parità e uguaglianza e pertanto anche il diritto di sposarsi, indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale.-

Il 23 marzo la Corte costituzionale potrà finalmente ribadire la distinzione tra matrimonio religioso e matrimonio civile e affermare che il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso non è un tema eticamente sensibile, ma semplicemente un diritto fondamentale della persona che non può essere negato.

Occorre affermare che il matrimonio civile è un istituto giuridico non sostituibile, né surrogabile da altri, e che solo con l’accesso anche delle coppie dello stesso sesso a tale istituto sono rispettati e pienamente applicati i principi fondamentali di eguaglianza e pari dignità sociale di tutti i cittadini, sanciti dalla nostra Costituzione.

Per questa ragione, congiuntamente a questo appello di cui siamo primi firmatari, si sta promovuendo la costituzione di un Comitato nazionale per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso.

È quindi a tutti icittadini che condividono e vivono i valori della piena democrazia, sanciti solennemente nella nostra Carta costituzionale, che rivolgiamo l’invito a sottoscrivere questo appello e a unirsi a noi nella richiesta di sostenere il riconoscimento del diritto di tutti i cittadini, senza distinzioni basate sull’orientamento sessuale, a poter creare la propria famiglia e ad assumere davanti alla legge i diritti e gli obblighi che derivano dal matrimonio.

È giunto il tempo che certi diritti, come il diritto al matrimonio e a costituireuna famiglia, diventino diritti certi per tutti!

IVAN SCALFAROTTO
Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico
SERGIO ROVASIO
Segretario dell’Associazione radicale Certi Diritti

Testo preso da: http://www.affermazionecivile.it/

Per firmare l'appello: http://www.affermazionecivile.it/

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